Visceralmente legata alle mie terre d'origine, propongo di raccogliere e narrare secondo lo spirito dell'età leggendaria, la maggior parte dei miti e delle saghe dell'antichità, apro con la narrazione del mio paese d’origine "La mia terra e la mia gente agiscono dentro di me come impulso tramante: sono una fonte inesauribile di ispirazione, che si manifesta nel mito"Attraverso le Civiltà Antiche. Con queste pagine farete un primo passo nel mondo ormai dimenticato della cucina ai tempi antichi conoscerete cosa mangiavano i nostri antenati, i riti della cena, e alcune ricette. Si può scoprire un messaggio importante per l'umanità che solo ora è possibile e necessario decifrare per il futuro del mondo.
giugno: 2009
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Descrizioni delle antiche case.(dopo le caverne e grotte)

 

 
Una grande cucina con un focolare c’era il forno posto ad un gradino più alto dell’impianto de pavimento della casa, per metterci con facilità della legna grossa per cuocere una certa quantità di cibo, scaldavano gran quantità di acqua per il bucato e il mangime delle bestie. Il focolare, era l’unico modo di riscaldamento della cucina e della casa.
All’esterno della cucina si trovava la tinozza di pietra, più o meno grande; sopra di esso "delle brocche di creta"o di rame, sotto il catino per prendere l’qcqua.
nella grande stanza della cucina un   grande letto, compreso di lettini (tutti insieme, padre, madre, figli maschi e femmine).Il sottoscala fungeva da magazzino, dove si metteva un letto (per persone di fuori che venivano a dare una mano nel lavoro dei campi, o per ospiti ecc.). In questa stanza magazzino si tenevano gli arnesi che avevano bisogno di maggior cura: la pala per la farina, la macchina da cucire; tenevano anche, i prosciutti, le salsicce, ecc. esisteva anche un sotto tetto che dava luce alla cucina,ove vi si appendevano pomodori, granturco, uva, saggina da seccare e vi si svolgeva parte della vita familiare: le donne a cucire o a rifare i materassi, a legare le scope di saggina,
Sotto la casa si riparavano le bestie, quando si staccavano; vi si depositavano arnesi, se ne costruivano di nuovi o si riparavano
quelli vecchi; vi si facevano ceste, Nella parte inferiore del casa si apriva la porta della stalla, che serviva solo agli uomini; le bestie infatti, uscivano da un’altra parte. Accanto alla stalla cera una stanza dove si preparava il foraggio. Questo ambiente era separato dalla stalla per proteggere le bestie che si potevano sciogliere , e tagliarsi col falcione o la coltella. Non c’era stanza che non avesse un altarino: S. Antonio messo nelle stalle a proteggere le bestie, qualche corno o fiocchetto rosso contro il malocchio, il Crocifisso dappertutto, come il patrono. Sul piano della credenza in cucina, si ponevano le fotografie della famiglia: quella del matrimonio (se c’era), del figlio soldato, le partecipazioni del morto e anche i dei "santini".non esisteva niente di superfluo ogni oggetto aveva la sua funzione. Di solito le donne si mettevano fuori e ripulivano le pentole di coccio o di rame, per scrostare le pentole usavano  la rena, la "rinina" o con aceto e sale) All’intemo della cucina Nella parte inferiore della madia si tenevano i fiaschi e l’olio e nella parte superiore si faceva il pane., per separare farina bianca, crusca e tritello usavano la staccia. Infatti, il grano si macinava al mulino ad acqua, però il mugnaio non aveva strumenti per raffinare la farina. spesso non si setácciava la farina ma si lasciava integrale che veniva il pane nero che riempiva di più e saziava con minori quantità. In questo caso la crusca e il tritello, oltre che per gli animali, venivano usati anche per la famiglia.. Occorrevano pazienza e fatica per sfornare un buon pane. La sera prima si faceva la "gliévata" cioè si scioglieva la "madre" con un po’ di acqua tiepida e farina. Al mattino presto la contadina, impostava la "gliévata" con la farina, e formava i pani, che poneva sull’asse di legno a lievitare, dopo averli ricoperti con un telo. Nel frattempo, si ardeva il forno e, quando esso aveva raggiunto il giusto grado di temperatura si infornavano i pani.
Una volta ripulita la madia, il pane fresco vi trovava posto per 8 giorni.
Oltre alla madia, oggetti tradizionali della cucina erano la pentola di coccio o di terracotta, detta "pignatta". E tenevanoun paiolo più piccolo questo; in uno più grande si cuoceva il pastone per i vitelli o per i maiali.
Per l’acqua si usavano le brocche; più tardi si passò alle pentole di smalto Le pentole si tenevano sull?attaccaglino", una stecca lunga di legno con dei ganci, dove venivano attaccati i rami. I piatti invece erano collocati sulla "piattiera costruita in legno

 

 

 

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