Immigrazione (Storia di PEPPINO che nessuno più racconta.) (primi del 900)

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(Per i giovani di oggi)
La dolorosa conferma delle possibili condizioni di vita di “Peppino” e di tanta parte della popolazione italiana e della ingiusta “politica” di allora (come oggi: hanno portato avanti sempre la copia del passato ) abbandonavano la patria alla volta della lontana America,che per tutti era un’avventura verso una meta ignota,dove non avrebbero trovato nessuno ad attenderli oppure aiutarli,(come succede oggi,che sono aiutati,ospitati e pure pagati.)senza conoscere nessuno,andavano alla cieca,con le loro poche cose che portavano con sé. La maggior parte,avendo passato una o due notti all’aria aperta,accucciati come cani per le strade di Messina,erano stanchi e pieni di sonno ,donne con bambini al petto,ragazzetti che avevano ancora attaccati al petto la piastrina di latta dell’asilo infantile. Delle vecchie contadine in zoccoli,alzando la gonnella per non inciampare nelle traversine del ponte,mostravano le gambe nude e stecchite. Molti erano scalze e portavano le scarpe al collo. Ad un tratto si udirono gridare ai marinai
che dicevano (chi non e passeggero a terra.)Il ponte fu levato,le gomene tolte,la scala alzata:scoppiai in un pianto perché lasciavo la mia terra con la paura che non la vedessi più, udii un fischio,e il piroscafo si cominciò a muovere. Il piroscafo scivolava pian piano nell’oscurità del porto,in silenzio come se portasse via un carico di carne umana. Vicino alla prua una voce solitaria gridò Viva l’Italia incuriosito alzai gli occhi,vidi un vecchio che mostrava il pugno alla Patria. Era tutta gente come “me”costretta a emigrare dalla fame. Lo squallore di una vita vissuta sempre alla giornata,l’amara speranza di poter vivere meglio lontano dalla mia Patria. Il passato si rispecchia nel presente. Oggi Peppino non sei più con noi,ma il tuo ricordo lo porto avanti. I miei rispetti.




bello scritto carmen complimenti ,leggo e rileggo quello che hai scritto e riesco a capire tante cose