Scorci di vita quotidiana e di immaginario collettivo a noi estremamente familiari ricordi del nostro passato legati a sapori, ormai persi e dimenticati…
usavano le poche cose che avevano a loro disposizione le uova, le verdure dell’orto, poche cose semplici (li conoscete i fiori di zucca?)
Fiori di zucca ripieni
come inizio, togliere ai fiori di zucca il pistillo, preparare il ripieno:inzuppare la mollica di un panino nel latte, aggiungere uova ( 1 per persona) formaggio morbido tagliato
a tocchetti fini, erbe selvatiche quali prezzemolo, , timo, volendo anche il basilico. formaggio a pezzetti sale pepe q.b.mescolare accuratamente il
poi riempire i fiori ripiegando poi la punta in dentro per chiudere l’involucro. friggere con poco olio.
Frittelle di Mele dal 1800 al 1900
la nonna Erminia li preparava così mondava alcune mele sane: toglieva loro il torsolo li affettava della grossezza di mezzo centimetro; li immergeva queste in una pasta composta di farina stemperata con vin bianco; per rendere ancor più squisite queste frittelle,li lasciava, lasciava le mele affettate immerse per due o tre ore , con zucchero e cannella in polvere. dopo li faceva sgocciolare, immergendole in un pasta composta semplicemente di acqua e farina e friggendole come le altre.li metteva a friggere,dopo li spolveriava con zucchero.
Frittelle di semolino
(1901)
Metteva al fuoco in un una cassaruola, un litro di latte con sei cucchiaiate di zucchero ed un pizzico di sale quando comincia a bollire, gettava a poco a poco 160 gr di semolino che lasciava a cuocere fino ad ottenerne una specie di polentina soda,lo mescolava continuamente per non si attacchassi al fondo. la ritirava dal fuoco, la lasciava freddare un poco uniteva 6 torli di uova e due chiare bene sbattute a parte e ridotte come neve, aggiungeva un poco di cedro candito tagliato a pezzetti, oppure una scorza di limone fresco grattata e 35 gr di uva passa: rimestava ed assimilava il composto e, con questo, formava tante pallottole grosse come una noce, le quali, dopo averle immerse nella chiara d’uovo ed avvolte nel pan grattato, li friggeva in padella con abbondante olio.Quando prendevano un bel colore, li ritirava con una mestolo bucato, li poneva per alcuni istanti sopra a carta assorbente, per far loro lasciare più olio che sia possibile; ili serviva calde, spolverizzava di zucchero fino.
Pane bollito e Ribollito
il pane non veniva buttato.
quando cera una quantità di pane,la nonna cucinava così
metteva a cuocere dei fagioli (secchi) ben lessati;un cavolo,patate cipolla e un pò di sedano olio e sale.
Preparava un battuto cipolla e sedano e faceva soffriggere in abbondante olio.Aggiungeva l’acqua di cottura dei fagioli e faceva bollire fino alla cottura delle verdure.Poi aggiungeva buona parte dei fagioli lessati, passati col passatutto, eventualmente aggiungeva acqua calda fino ad ottenere un brodo di media densità; e infine il sale.In un tegame di terracotta disponeva un strato di pane raffermo che aveva ben conservato e lo ricopriva col brodo ancora caldo; poi ancora uno strato di pane e brodo; e così fino al riempimento del tegame. Guarniva con i restanti fagioli lessati (e scolati) e lasciava inzuppare per almeno mezz’ora.




ricette che oggi credo in pocchi sanno farle,…il suo gusto,il sapore,e il suo profumo quello che conta,ma anche saperle fare…..brava carmen
I veri valori, l’amicizia, la fiducia, la sitma, il rispetto, l’amore, quello delle persone vere, nessun tempo mai potrà cancellare o allontanare. Il vero bene non si perde mai, non si dimentica mai. A presto vincenzo