Visceralmente legata alle mie terre d'origine, propongo di raccogliere e narrare secondo lo spirito dell'età leggendaria, la maggior parte dei miti e delle saghe dell'antichità, apro con la narrazione del mio paese d’origine "La mia terra e la mia gente agiscono dentro di me come impulso tramante: sono una fonte inesauribile di ispirazione, che si manifesta nel mito"Attraverso le Civiltà Antiche. Con queste pagine farete un primo passo nel mondo ormai dimenticato della cucina ai tempi antichi conoscerete cosa mangiavano i nostri antenati, i riti della cena, e alcune ricette. Si può scoprire un messaggio importante per l'umanità che solo ora è possibile e necessario decifrare per il futuro del mondo.
luglio: 2009
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Scorci di vita quotidiana e di immaginario collettivo a noi estremamente familiari ricordi del nostro passato legati a sapori, ormai persi e dimenticati…

usavano le poche cose che avevano a loro disposizione le uova, le verdure dell’orto, poche cose semplici (li conoscete i fiori di zucca?)
Fiori di zucca ripieni

come  inizio, togliere ai fiori di zucca il pistillo,  preparare il ripieno:inzuppare la mollica di un panino nel latte, aggiungere uova ( 1 per persona) formaggio morbido tagliato

a tocchetti fini, erbe selvatiche  quali prezzemolo, , timo, volendo anche il basilico. formaggio a pezzetti sale pepe q.b.mescolare accuratamente il
 poi riempire i fiori ripiegando poi la punta in dentro per chiudere l’involucro. friggere con poco olio.

Frittelle di Mele           dal  1800 al 1900

la nonna Erminia li preparava così mondava alcune mele  sane: toglieva loro il torsolo  li affettava della grossezza di mezzo centimetro; li immergeva queste in una pasta composta di farina stemperata con vin bianco;  per rendere ancor più squisite queste frittelle,li lasciava, lasciava le mele affettate immerse per due o tre ore , con zucchero e cannella in polvere. dopo li faceva sgocciolare, immergendole in un pasta composta semplicemente di acqua e farina e friggendole come le altre.li metteva a friggere,dopo li   spolveriava con zucchero.

 

Frittelle di semolino

(1901)

Metteva al fuoco in un una cassaruola, un litro di latte  con sei cucchiaiate di zucchero ed un pizzico di sale  quando comincia a bollire, gettava a poco a poco 160 gr di semolino che lasciava a cuocere fino ad ottenerne una specie di polentina soda,lo mescolava  continuamente per non si attacchassi al fondo. la ritirava dal fuoco, la lasciava  freddare un poco  uniteva 6 torli di uova e due chiare bene sbattute a parte e ridotte come neve, aggiungeva un poco di cedro candito tagliato  a pezzetti, oppure una scorza di limone fresco grattata e 35 gr di uva passa: rimestava ed assimilava il composto e, con questo, formava tante pallottole grosse come una noce, le quali, dopo averle immerse nella chiara d’uovo ed avvolte nel pan grattato, li friggeva in padella con abbondante olio.Quando  prendevano  un bel colore, li ritirava con una mestolo bucato, li poneva per alcuni istanti sopra a carta assorbente, per far loro lasciare più olio che sia possibile; ili serviva calde, spolverizzava di zucchero fino.

 

 

Pane bollito e Ribollito

il pane non veniva buttato.
quando cera una quantità di pane,la nonna cucinava così
metteva a cuocere dei fagioli (secchi) ben lessati;un cavolo,patate cipolla e un pò di sedano olio e sale.
Preparava un battuto  cipolla e sedano e faceva soffriggere in abbondante olio.Aggiungeva l’acqua di cottura dei fagioli e faceva bollire fino alla cottura delle verdure.Poi aggiungeva buona parte dei fagioli lessati, passati col passatutto, eventualmente aggiungeva acqua calda fino ad ottenere un brodo di media densità; e infine il sale.In un tegame di terracotta disponeva un  strato  di pane raffermo che aveva ben conservato e lo ricopriva col brodo ancora caldo; poi ancora uno strato di pane e brodo; e così fino al riempimento del tegame. Guarniva con i restanti fagioli lessati (e scolati) e lasciava inzuppare per almeno mezz’ora.
 

2 Commenti a “Scorci di vita quotidiana e di immaginario collettivo a noi estremamente familiari ricordi del nostro passato legati a sapori, ormai persi e dimenticati…”

  • mary scrive:

    ricette che oggi credo in pocchi sanno farle,…il suo gusto,il sapore,e il suo profumo quello che conta,ma anche saperle fare…..brava carmen

  • vincenzo scrive:

    I veri valori, l’amicizia, la fiducia, la sitma, il rispetto, l’amore, quello delle persone vere, nessun tempo mai potrà cancellare o allontanare. Il vero bene non si perde mai, non si dimentica mai. A presto vincenzo

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