Visceralmente legata alle mie terre d'origine, propongo di raccogliere e narrare secondo lo spirito dell'età leggendaria, la maggior parte dei miti e delle saghe dell'antichità, apro con la narrazione del mio paese d’origine "La mia terra e la mia gente agiscono dentro di me come impulso tramante: sono una fonte inesauribile di ispirazione, che si manifesta nel mito"Attraverso le Civiltà Antiche. Con queste pagine farete un primo passo nel mondo ormai dimenticato della cucina ai tempi antichi conoscerete cosa mangiavano i nostri antenati, i riti della cena, e alcune ricette. Si può scoprire un messaggio importante per l'umanità che solo ora è possibile e necessario decifrare per il futuro del mondo.
febbraio: 2012
L M M G V S D
« apr    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829  

Vuoi sostenere il mio Sito? Fai una donazione con PayPal.

Archivi per la categoria ‘Antiche Tradizioni’

UN VENERDÌ SANTO “BAROCCO” E “ANDALUSO”

 

In Sicilia il periodo pasquale vede un susseguirsi di festeggiamenti, riti e tradizioni che cristiane che ricordano molto da vicino le cerimonie della semana santa che hanno luogo in Spagna, soprattutto in Andalusia e nel suo capoluogo Siviglia. L’ispirazione andalusa e barocca delle rappresentazioni per il venerdì santo può trovare conferma in varie parti ella Sicilia

Leggi il resto di questo articolo »

Puntura delle api vespe e calabroni

 

 

 
 
Puntura delle api
vespe e calabroni,
impastavano della terra con l’acqua .E’ un’antica usanza riferita da Ovidio nel libro III de Fasti v. 759 760. Quando Sileno fu punto da un nugolo di calabroni, mentre cercava del miele nel cavo d’un albero, Bacco Rise, e l’insegnò ad intridere la faccia,ed è simbriolò la faccia.
 

Un rimedio contro L’insolazione

 

 
In quel tempo. Si ponevano una pezzuola rossa un piatto concavo pieno d’acqua. Entro un tegamino di creta si accende un po’ di stoppa, e mentre questa brucia,il vaso si tuffa capovolto nell’acqua:la quale se bolle e gorgoglia intorno al vaso,è segno che il sole và via,ed il dolore cessa;se no,come per lo più avviene,è segno che il dolore è prodotto da ben altra ragione

MAMMA ( VIVI NEI MIEI PENSIERI)

 
MAMMA

Quante volte ho provato (mamma a cercarti, per poterti "parlare" per dirti tutte le mie emozioni, tutte le mie frustrazioni, tu hai sempre rifiutato…ma ora non ci sei più. A distanza di anni non riesco a dimenticare, il mio cuore dice di non continuare a soffrire, mi rimani dentro… ma come si fa ad accettare un tale rifiuto?!Oggi vivo la mia vita con il mio equilibrio trovato con tanta fatica, ma so’ che non ci sei più. Con il mio amore ti faccio continuare ad essere viva dentro di me…

dedicato alla mia Mamma trapassata da 10 anni, penso sempre a tutte le mamme trapassate,con amore e rispetto.Mamma ne esiste solo una, (sia nel bene che nel male dobbiamo sempre amarle) dobbiamo ricordare che capita molte volte che ci spaventiamo,come prima frase incosciamente diciamo (MAMMA).
SARà UNA COINCIDENZA,MA IN QUESTO ISTANTE.(RAI UNO )STà PARLANDO DELLA FAMIGLIA GENAROLI E LA SUA STORIA, PARLA DI OSPITALITà AL TEMPO DI GUERRA DEL 44 DI VIANDANTI,OSPITALITà DI MAMME .PROPRIO QUANDO IO STò SCRIVENDO DEDICATO ALLE MAMME .SARA’COINCIDENZA OPPURE UNA CONFERMA CHE LORO ASCOLTANO TUTTO? COSA NE PENSATE?hO I BRIVIDI PERCHE’ TUTTO QUELLO CHE HA VISSUTO E HA FATTO QUELLA FAMIGLIA ,E STATO FATTO ANCHE NELLA FAMIGLIA DI MIA MADRE CHE MI RACCONTAVA SEMPRE.mI HA YTRASMESSO L’UMILTA’ E L’OSPITALITA’ .ORA TROVO LA RISPOSTA "RITROVO DEL VUIANDATE" CHE IO HO CREATO. E OSPITO I VIANDANTI. GRAZIE MAMMA E TUTTE LE MAMME

Scorci di vita quotidiana e di immaginario collettivo a noi estremamente familiari ricordi del nostro passato legati a sapori, ormai persi e dimenticati…

usavano le poche cose che avevano a loro disposizione le uova, le verdure dell’orto, poche cose semplici (li conoscete i fiori di zucca?)
Fiori di zucca ripieni

come  inizio, togliere ai fiori di zucca il pistillo,  preparare il ripieno:inzuppare la mollica di un panino nel latte, aggiungere uova ( 1 per persona) formaggio morbido tagliato

Leggi il resto di questo articolo »

Usanze della vita quotidiana del passato

 

                   
Quando la prima luce dell’alba rischiarava le strette viuzze dei paesi e città era l’ora del risveglio ognuno si recava al lavoro e nelle strade fervevano le loro attività.. Molti iniziavano la giornata assistendo alla Messa, oppure ogni buon cittadino si faceva per tre volte il segno della croce,e ogni circostanza ,invocavano l’aiuto Divino. Si vestivano,si lavavano il viso e le mani. I loro servizi quando c’erano,erano delle piccole logge sporgenti al di fuori delle abitazioni. Data la mancanza di acqua corrente nelle case,raccoglievano l’acqua nelle tinozze, i mobili erano semplici; Il più importante era la cassapanca che custodiva gli abiti,la biancheria e il denaro. Non vi erano armadi,il vestiario di tutti i giorni lo tenevano appeso in alto su dei travi posizionati in orizzontali. Il letto era molto grande per accogliere più persone,imbottito di paglia. I pasti variavano secondo la classe sociali. Il cibo più comune per i Poveri era la zuppa  con il lardo. Nei giorni festivi si mangiava

Culture Primitive, (conoscenze dimenticate)

 

L’uomo appena uscito dalle caverne ne abbia sperimentato le proprietà terapeutiche e benefiche; I semi di papavero furono trovati in abitazioni primitive dell’età della pietra, scoperte in Svizzera, e ancora oggi culture assai vicine per costumi e forme di vita ai primitivi, Sin dalla notte dei tempi le erbe venivano raccolte e preparate per sostenere il benessere e la salute dell’uomo. La conoscenza riguardo i trattamenti era trasmessa da una generazione all’altra un’antica arte che si occupava della conoscenza delle piante erbe, piante medicinali,officinali,aromatiche e spezie della loro coltivazione, raccolta,  quando ancora non esistevano i farmaci e i concentrati di medicinali chimici, i rimedi contro le più comuni patologie erano tutti naturali, basati su preparati a base di erbe, impacchi e infusi di vari tipi. Non solo, per curare i mali si ricorreva all’uso della magia e di particolari rituali propiziatori degli spiriti. allo stregone di molte tribù africane o alla figura dello sciamano presente nelle popolazioni indiane. Si trattava di rituali specifici per ogni tipo di mediazione con le potenze sovrannaturali, dalla protezione per un viaggio alla guarigione da febbri e malattie, dal favore per la vittoria in guerra alle cerimonie di passaggio all’età adulta, tutto era inquadrato in particolari riti:

Leggi il resto di questo articolo »

Panelli (Di ceci)

Molti di voi sicuramente non li conoscete.
si preparano con farina di ceci
La nonna preparava sempre per 5 persone.
Prendeva grammi 500 DI FARINA DI CECI aggiungeva litri 1,5 di acqua,sale pepe q.b. amalgamava il tutto faceva molta attenzione non far creare dei grumi, metteva in cottura il composto per circa 40 minuti, mescolando continuamente. A cottura ultimata aggiungeva del prezzemolo Spalmava la polenta ottenuta dai ceci ancora calda con il suo cucchiaio
di legno (personale) sulla superficie liscia (oggi si mette sul marmo) e lo lasciava raffreddare per 3/4 ore. dopo queste ore era pronta per friggerla,la tagliava a quadretti (grandezza come il codice fiscale)e li metteva a friggerli in olio abbondante caldo spesse volte li spruzzava con succo di limone.(dimenticavo,)li appoggiava su di una carta in modo che si asciugavano. Dopo tutti a tavola
. UNA VOLTA PRONTA PER FRIGGERLA TAGLIARLA A RETTANGOLI O QUADRATI DALLE DIMENSIONI DI UNA CARTA DI CREDITO E FRIGGERLI IN ABBONDANTE OLIO CALDISSIMO
UNA VOLTA DORATE POGGIARLE SU UNA CARTA IN MODO DA ASCIUGARLI DALL’OLIO
SERVIRLE CALDE E CHI LO PREFERISCE LI PUO’ SPRUZZARE CON SUCCO DI LIMONE

 

 

L’Antico (Pane di Ghiande)

 

Viene nominato da Plinio il Vecchio nel I secolo D.C, descrivendolo come un pane di ghiande impastato con argilla del quale si nutrivano i Sardi.

Il pane di ghiande era utilizzato per buona parte dell’anno e veniva preparato scegliendo la quantità necessaria di ghiande ben mature, le quali venivano sbucciate e si ponevano a cuocere in una specie di lisciva, ottenuta filtrando l’acqua di cottura attraverso uno strato di argilla speciale,

Leggi il resto di questo articolo »

Mistero nella storia, (il ritorno alle origini)

 

La Tradizione ci collega alle origini, le origini sono sempre presenti. L’insegnamento della storia, richiede, un‘efficace, riferimento alla realtà nella quale noi viviamo Conservare, recuperare e rafforzare l’identità storica attraverso la conoscenza e la comprensione delle tradizioni e della cultura popolare in tutte le sue espressioni e manifestazioni.
Conoscere e vivere l’ambiente naturale imparando a considerarlo preziosa risorsa da difendere e proteggere perché fonte di benessere, di lavoro, di ricchezza, di vita…dobbiamo riconoscere la differenza tra mito e racconto storico Osservare e confrontare oggetti e persone di oggi con quelli del passato. riprendere le vecchie tradizioni Scoprire le radici storiche antiche classiche e cristiane della realtà locale. Impara l’arte e mettila da parte! una massima del passato che ha aiutato molte persone a risollevarsi,
Nei miei ricordi del passato quando risentivo le voci delle pescivendole e di tutte le altre zone urlare, gridare a voce alta i prezzi per attirare l’attenzione dei compratori. Questa è una delle tante cose genuine che mi mancano del mio paese Oggi chiunque può prendere una licenza ed aprire un negozio per la vendita del pesce. Una volta non era così, queste donne che stavano dietro il banco di pietra mostrando la merce che il marito pescatore aveva pescato, si alzavano all’alba sperando che la giornata fosse una di quelle fortunate ove tutto veniva venduto.
Si sono fatte e hanno creato qualcosa per i loro figli tirandosi su le maniche fino al gomito e gridando a squarciagola i nomi dei pesci prelibati pescati dai loro uomini. Sono le domande del presente che portano ad evidenziare certe situazioni e condizioni vissute nel passato.  Ogni istituzione, come ogni città, ogni quartiere dovrebbe organizzare, a livello socioeducativo, laboratori di narrazione del tempo passato, della memoria popolare, dove si custodiscano le storie della singola gente che vive il territorio o che non esiste più, ma ha lasciato traccia di sé nell’ambito della comunità, a formare spezzoni di vita, di storia popolare così e possibile recuperare i valori antichi, esistono le autobiografie alla ricerca di un tempo perduto,esiste una traccia tangibile della nostra sosta nella realtà dell’antico riconsegnare al presente, per affrontare il futuro con rinnovata consapevolezza, le tracce, i segni dei tempi, di una memoria storica collettiva quasi scomparsa: la vita della comunità, formata di tante singole storie di vita. La memoria è una mappa per orientarsi tra passato, presente e futuro. Senza la memoria non esiste scansione storica passata, non ci si connette al passato ma neanche al futuro.