Visceralmente legata alle mie terre d'origine, propongo di raccogliere e narrare secondo lo spirito dell'età leggendaria, la maggior parte dei miti e delle saghe dell'antichità, apro con la narrazione del mio paese d’origine "La mia terra e la mia gente agiscono dentro di me come impulso tramante: sono una fonte inesauribile di ispirazione, che si manifesta nel mito"Attraverso le Civiltà Antiche. Con queste pagine farete un primo passo nel mondo ormai dimenticato della cucina ai tempi antichi conoscerete cosa mangiavano i nostri antenati, i riti della cena, e alcune ricette. Si può scoprire un messaggio importante per l'umanità che solo ora è possibile e necessario decifrare per il futuro del mondo.
settembre: 2010
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Descrizioni delle antiche case.(dopo le caverne e grotte)

 

 
Una grande cucina con un focolare c’era il forno posto ad un gradino più alto dell’impianto de pavimento della casa, per metterci con facilità della legna grossa per cuocere una certa quantità di cibo, scaldavano gran quantità di acqua per il bucato e il mangime delle bestie. Il focolare, era l’unico modo di riscaldamento della cucina e della casa.
All’esterno della cucina si trovava la tinozza di pietra, più o meno grande; sopra di esso "delle brocche di creta"o di rame, sotto il catino per prendere l’qcqua.
nella grande stanza della cucina un   grande letto, compreso di lettini (tutti insieme, padre, madre, figli maschi e femmine).Il sottoscala fungeva da magazzino, dove si metteva un letto (per persone di fuori che venivano a dare una mano nel lavoro dei campi, o per ospiti ecc.). In questa stanza magazzino si tenevano gli arnesi che avevano bisogno di maggior cura: la pala per la farina, la macchina da cucire; tenevano anche, i prosciutti, le salsicce, ecc. esisteva anche un sotto tetto che dava luce alla cucina,ove vi si appendevano pomodori, granturco, uva, saggina da seccare e vi si svolgeva parte della vita familiare: le donne a cucire o a rifare i materassi, a legare le scope di saggina,

Panelli (Di ceci)

Molti di voi sicuramente non li conoscete.
si preparano con farina di ceci
La nonna preparava sempre per 5 persone.
Prendeva grammi 500 DI FARINA DI CECI aggiungeva litri 1,5 di acqua,sale pepe q.b. amalgamava il tutto faceva molta attenzione non far creare dei grumi, metteva in cottura il composto per circa 40 minuti, mescolando continuamente. A cottura ultimata aggiungeva del prezzemolo Spalmava la polenta ottenuta dai ceci ancora calda con il suo cucchiaio
di legno (personale) sulla superficie liscia (oggi si mette sul marmo) e lo lasciava raffreddare per 3/4 ore. dopo queste ore era pronta per friggerla,la tagliava a quadretti (grandezza come il codice fiscale)e li metteva a friggerli in olio abbondante caldo spesse volte li spruzzava con succo di limone.(dimenticavo,)li appoggiava su di una carta in modo che si asciugavano. Dopo tutti a tavola
. UNA VOLTA PRONTA PER FRIGGERLA TAGLIARLA A RETTANGOLI O QUADRATI DALLE DIMENSIONI DI UNA CARTA DI CREDITO E FRIGGERLI IN ABBONDANTE OLIO CALDISSIMO
UNA VOLTA DORATE POGGIARLE SU UNA CARTA IN MODO DA ASCIUGARLI DALL’OLIO
SERVIRLE CALDE E CHI LO PREFERISCE LI PUO’ SPRUZZARE CON SUCCO DI LIMONE