Visceralmente legata alle mie terre d'origine, propongo di raccogliere e narrare secondo lo spirito dell'età leggendaria, la maggior parte dei miti e delle saghe dell'antichità, apro con la narrazione del mio paese d’origine "La mia terra e la mia gente agiscono dentro di me come impulso tramante: sono una fonte inesauribile di ispirazione, che si manifesta nel mito"Attraverso le Civiltà Antiche. Con queste pagine farete un primo passo nel mondo ormai dimenticato della cucina ai tempi antichi conoscerete cosa mangiavano i nostri antenati, i riti della cena, e alcune ricette. Si può scoprire un messaggio importante per l'umanità che solo ora è possibile e necessario decifrare per il futuro del mondo.
settembre: 2010
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Articoli marcati con tag ‘volta’

Nel passato quando nasceva un’Uomo nasceva una Stella.

 

All’antichissima credenza, che le stelle esercitavano un influsso sugli uomini e sulle cose.la credenza gettò tali radici nel Medio Evo,che l’Astrologia  divenne una scienza,come ognuno sa,e i principi e i grandi tenevano in casa un astrologo,il quale qualche volta avveniva che leggesse il futuro.
Fra le stelle conoscite dal popolo,il Carro ossia l’Orsa maggiore ,che dicono  la stella dell’alba oppure viceversa di giorno, il Cinto di Orione lo chiamavano “Triale”perché formato di Tre Selle
In dialetto siciliano le Pleiadi ,venivano chiamati “BUDDARA”, i contadinied i marinai dà tempi più antichi argomentavano l’ora approssimativa del la notte.. E una delle poche ricordate da Omero nei suoi poemi
Nel tempo della seminagione specialmente in Novembre questa stella sorge un paio d’ore circa prima di spuntare il Sole;e gli Agricoltori che seminavano in società con il  padrone dei campi,sia nei loro campi, o in casa sua al quanto lontana ,andavano ogni giorno quando spuntava quella stella,a ricevere la semente del padrone .Anche per questo e detta tale stella delle sementi
I pescatori poi,oltre che per mezzo delle stelle conoscevano l’ora approssimativa della Notte,gettavano le riti,e quando non facevano pesca,aspettavano e li gettavano nuovamente,
il detto:che i pesci e le sardelle non fanno mai la loro peregrinazione che all’apparizioni degli astri.
 

Il Maestro (dice)

 

non c’e’ alcun rifugio ove nasconderci da noi stessi. Fuggiamo fino a quando non incontriamo noi stessi. Non possiamo mai sfuggire dai nostri segreti fino a quando non li condivideremo. se abbiamo paura di essere conosciute,non si può mai conoscere “ne noi” ne gli altri,si sarà sempre soli.


 

Il grande “Maestro dice” Ti incontrerò e Mi riconoscerai,usa i tuoi occhi per vedermi Ogni volta che ti senti sola e smarrita, chiamami, ti indicherò la via.Fin dalle popolazioni primitive, troviamo la presenza di un Superiore che accompagna l’uomoLa sua vita il suo cammino e il suo destino, hanno sempre avuto a che fare con la volontà di questo Essere, che viene chiamatoDio.questo Dio Padre, colmo di tenerezza e bontà.
 
  

Mistero nella storia, (il ritorno alle origini)

 

La Tradizione ci collega alle origini, le origini sono sempre presenti. L’insegnamento della storia, richiede, un‘efficace, riferimento alla realtà nella quale noi viviamo Conservare, recuperare e rafforzare l’identità storica attraverso la conoscenza e la comprensione delle tradizioni e della cultura popolare in tutte le sue espressioni e manifestazioni.
Conoscere e vivere l’ambiente naturale imparando a considerarlo preziosa risorsa da difendere e proteggere perché fonte di benessere, di lavoro, di ricchezza, di vita…dobbiamo riconoscere la differenza tra mito e racconto storico Osservare e confrontare oggetti e persone di oggi con quelli del passato. riprendere le vecchie tradizioni Scoprire le radici storiche antiche classiche e cristiane della realtà locale. Impara l’arte e mettila da parte! una massima del passato che ha aiutato molte persone a risollevarsi,
Nei miei ricordi del passato quando risentivo le voci delle pescivendole e di tutte le altre zone urlare, gridare a voce alta i prezzi per attirare l’attenzione dei compratori. Questa è una delle tante cose genuine che mi mancano del mio paese Oggi chiunque può prendere una licenza ed aprire un negozio per la vendita del pesce. Una volta non era così, queste donne che stavano dietro il banco di pietra mostrando la merce che il marito pescatore aveva pescato, si alzavano all’alba sperando che la giornata fosse una di quelle fortunate ove tutto veniva venduto.
Si sono fatte e hanno creato qualcosa per i loro figli tirandosi su le maniche fino al gomito e gridando a squarciagola i nomi dei pesci prelibati pescati dai loro uomini. Sono le domande del presente che portano ad evidenziare certe situazioni e condizioni vissute nel passato.  Ogni istituzione, come ogni città, ogni quartiere dovrebbe organizzare, a livello socioeducativo, laboratori di narrazione del tempo passato, della memoria popolare, dove si custodiscano le storie della singola gente che vive il territorio o che non esiste più, ma ha lasciato traccia di sé nell’ambito della comunità, a formare spezzoni di vita, di storia popolare così e possibile recuperare i valori antichi, esistono le autobiografie alla ricerca di un tempo perduto,esiste una traccia tangibile della nostra sosta nella realtà dell’antico riconsegnare al presente, per affrontare il futuro con rinnovata consapevolezza, le tracce, i segni dei tempi, di una memoria storica collettiva quasi scomparsa: la vita della comunità, formata di tante singole storie di vita. La memoria è una mappa per orientarsi tra passato, presente e futuro. Senza la memoria non esiste scansione storica passata, non ci si connette al passato ma neanche al futuro.